Vorremmo segnalare agli On.li Consiglieri della Regione Campania che si apprestano a ripresentarsi all'elettorato che c'è, tra gli altri un serio problema sul litorale domitio-flegreo dove le Istituzioni si sono avvitate completamente sul problema della depurazione dei reflui nell'area a nord di Napoli.
Ad oltre 7 anni dall'infelice ideazione del progetto di finanza che avrebbe dovuto risolvere definitivamente ogni problema ci troviamo paradossalmente peggio di allora.
Gli impianti sono stati consegnati ormai da tre anni all'Hydrogest spa. e la situazione è decisamente peggiorata ed insistere a testa bassa su una soluzione rivelatasi fragile ed improvvida è una follia costosa. Costosa per gli sprechi di denaro ma ancor di più per i danni all'economia di un territorio che trae risorse dal mare.
Qui la tragedia: a fronte di risultati inesistenti e di danni incalcolabili all'ambiente ed all'economia si sono spesi e si spendono centinaia di milioni di euro per una depurazione che non mostra segni visibili di miglioramento.
Il degrado poi attrae altro degrado come una calamita e se non si inverte subito la tendenza ci aspettano ancora anni durissimi di crisi.
Il normale svolgimento della stagione balneare, compresa tra il 1 maggio ed il 30 settembre di ogni anno, è per noi il primo obbiettivo in assoluto.
Non per favorire i balneari, come stupidamente sostiene qualcuno, ma per restituire al più presto ai cittadini una risorsa ambientale ed all'economia un volano insostituibile. Prima di ciò, però la Regione deve immediatamente riappropriarsi delle competenze che le spettano per legge e sottrarre ai comuni costieri, talvolta avidi, le competenze in materia di piano spiaggia non previste per legge ma conseguenza dell'inerzia della Regione.
Non si può pensare di recuperare a spese della collettività chilometri di litorale oggi inquinati per far arricchire solo gli amministratori e i cittadini delle località costiere. Il mare è di tutti ed il principio va difeso con forza. Tutti lo inquinano e devono provvedere a risanarlo, ma altrettanto tutti ne devono godere allo stesso modo.
L'esempio di Bacoli dove i cittadini non residenti sono costretti da anni a pagare un pedaggio per andare a mare è odioso e rende l'idea del rapporto sbagliato tra comune costiero e risorsa mare.
Per recuperare la balneazione bisogna ipotizzare subito nella stagione secca, quando le portate di acqua sono minime, la posa in opera di sbarramenti mobili (paratoie o traverse gommate tubolari) lungo i canali artificiali con recapito sul litorale domitio-flegreo, volti a consentire la deviazione, mediante eventuale sollevamento, delle acque reflue in essi defluenti nel corso della stagione estiva agli impianti di depurazione. Tale soluzione risulta particolarmente idonea al caso dei Regi Lagni, in considerazione della presenza, lungo il tracciato di detto canale, di tanti impianti di depurazione.
Nelle more dell'attuazione della globalità degli interventi necessari ad ottenere impianti di depurazione compatibili con il riutilizzo delle acque reflue a scopo irriguo, si deve provvedere, in corrispondenza delle foci dei canali artificiali con più elevato carico inquinante, alla realizzazione di condotte sottomarine, attraverso le quali scaricare a fondale le portate cosiddette di magra, che nel periodo estivo, sono essenzialmente costituite dagli effluenti degli impianti di depurazione, anche in deroga alle leggi vigenti come previsto ad esempio per il fiume Sarno con O.P.C.M. 12-3-2003 n. 3270.
Ci sono controindicazioni? Nessuna! Solo la disonestà intellettuale può trovarne.
La Regione Campania nel 2007, dopo una serie di incontri con i sindaci (ben 26) e le associazioni del territorio giunse alla conclusione dell'utilità delle condotte e diede incarico alla Sogesid spa per la redazione di un progetto per la posa in opera di una condotta sottomarina alla foce del depuratore di Cuma.
Il progetto fu realizzato da un pool di professori universitari, presentato pubblicamente agli inizi di quell'anno dall'allora assessore Luigi Nocera e la realizzazione dell'opera, a costi del tutto irrisori rispetto agli enormi benefici che avrebbe apportato, fu promessa per il 2009.
L'ing. Generoso Schiavone dichiarò che il manufatto sarebbe stato realizzato con i fondi P.O.R. Noi ci abbiamo creduto ed abbiamo atteso ma nel 2009 invece di quel “regalo” il mare del nostro litorale ha subito il più grave disastro che potesse immaginarsi. Il 16 e il 17 giugno il depuratore di Cuma è andato in tilt per uno sciopero delle maestranze che non percepivano lo stipendio ed un'intera stagione balneare è andata alle ortiche.
Il tutto con grave disappunto degli operatori economici ma anche dei cittadini deprivati addirittura delle spiagge invase dai reflui.
A fronte di tale grave episodio e del fatto che da quando la Hidrogest spa ha ricevuto in consegna gli impianti, alla fine del 2006, non risultano realizzate opere per rifunzionalizzare i depuratori si è aperta una diatriba sulle colpe di questa situazione.
E' colpevole la Hidrogest come ha affermato il responsabile del progetto di finanza ing. Bruno Orrico o è inadempiente la Regione Campania come ha affermato l'amministratore della Hidrogest?
Noi ancora non lo sappiamo anche se sappiamo che nel mentre vi è un rimpallo di responsabilità sta per sopraggiungere una nuova stagione balneare tra meno di cinque mesi e nessun lavoro sostanziale è ancora iniziato.
Voi che siete i rappresentanti del popolo campano avete però la possibilità di intervenire autorevolmente per mettere fine a questa diatriba e pretendere un'inversione di tendenza che dia subito un miglioramento visibile alla situazione di degrado nella quale siamo costretti a vivere.
Il nostro lavoro di comuni cittadini non è in favore di una categoria o di un singolo comune, né viene svolto per accattivarsi le simpatie degli elettori.
Noi rubiamo da anni tempo e le risorse alle nostre famiglie e al lavoro ma solo in favore del mare, non in favore degli interessi di qualcuno, di qualche gruppo di potere o di qualche località balneare.
Non abbiamo mai chiesto un euro allo Stato, alla Regione, alla Provincia o a comuni.
Svolgiamo la nostra attività in favore dell'ambiente marino gratis attingendo ai modestissimi fondi che versano spontaneamente gli associati, e non abbiamo padroni o padrini di alcun genere. Abbiamo amici innamorati del mare, tra cui adesso Alfredo Giacometti, che ci ha aiutato a stampare il giornalino e i volantini.
Non è nostro il compito sostituirci ai responsabili istituzionali in materia, ma non possiamo neanche stare inerti mentre con metodo e accanimento si distrugge il nostro mare. Il mare è sacro da sempre e non può essere solo una merce o uno svago oppure una strada naturale per commerci.
E' la nostra vita e quella di innumerevoli miliardi di creature che vivono immerse nel suo liquido salmastro o sulle sabbie del litorale ed è, tra i doni che ci ha dato la natura, o Dio per chi è credente, di certo il più prezioso.
In tutte le lotte lunghe ed estenuanti viene sempre il momento del dubbio sull'utilità delle battaglie combattute e perse, tanto che spesso si getta la spugna e si rinuncia.
Nella dura lotta che ci vede oggi tutti impegnati in difesa del nostro mare, in difesa del futuro di nostri giovani, non abbiamo esitazioni.
Non dobbiamo e non possiamo arrenderci ma combattere fino alla vittoria finale che significa recupero del mare, recupero dell'ambiente in cui viviamo e della ricchezza che esso rappresenta per la nostra Regione.
Chiediamo pertanto aiuto a voi che siete i nostri rappresentanti pregandovi di incidere immediatamente sulle scelte di governo del territorio.
I cittadini del litorale domitio



