ASPETTANDO BERLUSCONI. DA OGGI SOLO SCONTRI CON LE ISTITUZIONI INADEMPIENTI

08 Apr 2009

Dopo due anni di inutili attese, visto che le promesse di realizzare la condotta di Cuma sono andate del tutto disattese, visto che la situazione d'inquinamento del mare si aggrava piuttosto che migliorare, siamo costretti a rimboccarci nuovamente le maniche ed a riprendere l'estenuante lotta per il nostro litorale.

Alcune considerazioni sono però d'obbligo perché va spiegato come si è arenato il percorso virtuoso che aveva visto negli scorsi anni qualche sforzo che in alcune località aveva portato ad un miglioramento anche sensibile della qualità dell'acqua.

Chi segue la battaglia per le bandierine blu ricorderà che lo sconcio del Canale di Quarto attraverso il quale giungevano le acque brute dell'intera città che dà nome al canale era stato eliminato con poca spesa e con un poco di attenzione. Sa pure, chi ci segue, che la Sogesid s.p.a. aveva realizzato, a mezzo di un pool composto di professori universitari (Giuseppe De Martino, direttore del dipartimento di Costruzioni Idrauliche dell'Università Federico II di Napoli, prof. Corrado Gisonni e ing. Corrado Montagnese) il progetto preliminare per la condotta di Cuma e che tale progetto fu presentato al Lido Le Dune a marzo del 2007 dall'assessore Luigi Nocera in un pubblico convegno e doveva essere finanziato con fondi europei del POR.

A seguito della nota vicenda Mastella, l'assessore Nocera fu però costretto prima agli arresti domiciliari e poi alle dimissioni e in sua sostituzione fu nominato assessore regionale all'ambiente Walter Ganapini, ambientalista di professione.

Gli abbiamo inviato gli auguri e chiesto incontri ma ci ha ignorati del tutto, confidando sul progetto di finanza che vide quale aggiudicatario la Hydrogest s.p.a., società che avrebbe dovuto rifunzionalizzare i depuratori dell'area nord di Napoli.

Oggi la situazione è purtroppo regredita di molto giacché gli impianti lavorano a scartamento ridotto o per niente, i derivatori si insabbiano al Rione Toiano e portano i reflui direttamente al mare, addirittura rifiuti ospedalieri galleggiano a mare.

A quale santo votarci? Tranne Berlusconi, che con un colpo di reni ha risolto la drammatica situazione dei rifiuti solidi facendo scomparire le montagne di sacchetti di spazzatura dalle strade, non si vede in giro qualcuno che abbia l'autorevolezza e, soprattutto, la capacità di interventi risolutivi. Ma Berlusconi potrà occuparsi anche di questa emergenza che affligge la nostra terra?

Chissà. Nelle more, però, dobbiamo affilare le armi e procedere alle azioni per bloccare il pagamento dei canoni delle acque reflue.

Subito dopo Pasqua con l'associazione “L'Avvocato del Mare” e con altre associazioni daremo il via agli atti necessari visto che la Corte Costituzionale è stata chiarissima in proposito confermando in pieno quella che è la nostra tesi da tanti anni. Se gli impianti non funzionano non è dovuto il canone.

Indiciamo una riunione operativa per venerdì 17 aprile - ore 18 - al lido Le Dune alla quale invitiamo gli associati per definire gli schemi organizzativi.