CESSATE LE CONDIZIONI DELL'EMERGENZA IN MATERIA DI BONIFICA E TUTELA DELLE ACQUE. CHIEDIAMO UN INCONTRO CON GANAPINI

23 Feb 2008

Nel formulare a Walter Ganapini i nostri auguri per il lavoro che si appresta a svolgere dobbiamo evidenziare subito quanto gravi siano i problemi della nostra Regione ipercommissariata in materia ambientale e partiamo subito dall'ultima sorprendente novità.

Con l'Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n.3654 del 1.2.2008, che ci ha fornito il nostro legale, Gaetano Montefusco, e che pubblichiamo sul sito, sono dichiarate cessate le condizioni dell'emergenza in materia di bonifiche e tutela delle acque pubbliche. Il Commissario straordinario Antonio Bassolino non si è visto rinnovare l'incarico ed al suo posto è andato il dirigente dell'Arpac Massimo Menegozzo.

Non sappiamo se interpretare la notizia come positiva o negativa. Non sappiamo cioè se Massimo Menegozzo è meglio o peggio di Antonio Bassolino e se questa sostituzione, che si accompagna alle dimissioni del sub commissario alle acque Raffaele Vanoli, sia un evento positivo e da festeggiare o meno per il popolo di Costa dei Sogni e per il nostro mare e il territorio.

Pur non sapendo ciò auguriamo a Massimo Menegozzo buon lavoro e prendiamo atto della dipartita di Bassolino e Vanoli da questo altro Commissariato meno noto di quello all'emergenza rifiuti nel quale la coppia Bassolino-Vanoli non ha dato proprio una prova brillante.

Certo, un conto è parlare ed altro è agire e chi muove critiche ha sempre un compito molto semplice rispetto a chi deve misurarsi coi problemi, ciononostante siamo sempre stati rosi da un dubbio esplicitato più volte: ma se Antonio Bassolino non si è considerato all'altezza di gestire il Commissariato per l'emergenza rifiuti, tanto da richiedere a Silvio Berlusconi di esserne rimosso, come mai riteneva di essere in grado di gestire l'emergenza bonifiche e quella di tutela delle acque? La riteneva più semplice da gestire o altro?

Per noi è un mistero. Una volta sostituito Bassolino con Corrado Catenacci, al Commissariato per l'emergenza rifiuti è emersa una serie di inadempienze della Fibe-Impregilo ed è stato risolto il contratto con chi avrebbe dovuto gestire l'irrisolto problema dell'immondizia, chissà se oggi con il cambio Bassolino-Menegazzo non verrà fuori che la Termomeccanica, società concessionaria della depurazione nell'area a Nord di Napoli da oltre un anno, ancora non ha avviato interventi strutturali. Chissà che non si arrivi anche qui alla risoluzione contrattuale come accaduto con la Fibe.

Chissà, infine, qual è il destino delle terre del litorale domitio per i prossimi anni.

Tutti questi dubbi ci consentono di affermare una sola cosa certa, vale a dire che, contrariamente a quanto affermato nell'Ordinanza n.3654 del presidente Romano Prodi, l'emergenza bonifiche e tutela delle acque non è cessata per niente.

Sarebbe davvero meraviglioso se bastasse qualche parola in un'ordinanza a far cessare tali emergenze, ma i veleni che appestano le nostre terre e il nostro mare sono ancora tutti lì, forse addirittura maggiori, e se oggi si è deciso di sopprimere questo Commissariato entro la fine del 2008, pur sapendo da ora che a quella data la situazione ambientale di emergenza esisterà del tutto intatta, i quesiti da porsi sono altri: perché mai si è commissariato questo settore? Quali sono i benefici ottenuti dalla collettività con il commissariamento e quali i costi?

Chi è il responsabile del procedimento del progetto di finanza che non decolla e come si pensa di intervenire per la piaga dei Regi Lagni?

E' da tanto tempo che chiediamo un incontro pubblico con i responsabili della società che ha lottato in strenui giudizi amministrativi per aggiudicarsi la concessione e non lo abbiamo ancora avuto. Dov'è la trasparenza dell'azione amministrativa? Se la Fibe fosse stata costretta a dare spiegazioni ai cittadini negli scorsi anni sarebbe potuto accadere il disastro ambientale che è sotto gli occhi del mondo?

Ecco, queste domande vorremmo rivolgere al nuovo assessore regionale all'ambiente, Walter Ganapini. Assessore Ganapini, ma lei che si professa ambientalista ritiene che i cittadini, fruitori ultimi del suo lavoro debbano avere il diritto di confrontarsi – fosse anche solo per ascoltare – con chi si occupa della salute ambientale dei territori dove vivono?