
Un importante documento, oggi anche a mani della Procura della Repubblica di Napoli, dimostra che la Regione Campania era bene al corrente da tempo di come la situazione del depuratore di Cuma, e dell'intera depurazione nell'area a nord di Napoli, fosse al collasso.
Si tratta di una corposa relazione tecnica, redatta da un collegio composto dai professori Domenico Pianese e Giovanni Melluso e dall'Ing. Giuseppe Enrico Bova, relazione eseguita a cavallo degli anni 2007-2008 al momento del passaggio di consegne degli impianti dal Commissariato di Governo alla Regione Campania.
Nelle conclusioni di questo lavoro relativamente all'impianto di Cuma si legge la sorprendente affermazione secondo cui durante i sopralluoghi, eseguiti ad oltre un anno dalla consegna degli impianti alla Hydrogest, non emergeva traccia di avvio dei lavori di adeguamento dell'impianto previsti dal Project financing.
Ecco le conclusioni relativamente a Cuma:
Durante i sopralluoghi non è emersa traccia di avvio dei lavori di adeguamento dell'impianto previsti dalla Finanza di Progetto. La scelta gestionale di sottrarre dal processo una parte dei volumi destinati all'ossidazione ha determinato un'ulteriore riduzione della potenzialità del settore a scapito del rendimento.
La mancata stabilizzazione dei fanghi, l'emissione di biogas incombusto, la cui fase di digestione risulta soppressa di recente, il ridotto conferimento dei fanghi prolungato nel tempo, l'emissione di cattivi odori in atmosfera, per l'ineficcienza della deodorizzazione, comportano un complessivo aggravamento dell'impatto ambientale dell'impianto, oltre che del rendimento depurativo; infatti, la qualità media del refluo in uscita risulta essere, per alcuni parametri, al di fuori dei limiti imposti dalla normativa vigente.
Che dire? Qualunque commento è superfluo in questa fase.
Vediamo invece le conclusioni relativamente agli altri impianti, cominciando da quello di foce Regi Lagni, un impianto a fanghi attivi con sollevamento iniziale dei liquami, poi assoggettati a pretrattamento primario, sollevamento intermedio e, a seguire, il trattamento biologico, trattamento secondario con disinfezione finale, con immissione dell'effluente trattato nei Regi Lagni, digestione anaerobica e disidratazione finale dei fanghi.
Anche qui, durante i sopralluoghi effettuati dal collegio di tecnici non è emersa traccia di avvio dei lavori di adeguamento dell'impianti previsti dalla finanza di progetto.
La mancata stabilizzazione dei fanghi (la fase di digestione risulta soppressa da lungo tempo), l'emissione di liquame nebulizzato nelle vasche di ossidazione, l'assenza del conferimento dei fanghi prolungata nel tempo, contribuiscono nel loro insieme ad un peggioramento dell'impatto ambientale dell'impianto.
I rendimenti depurativi riportati nella documentazione appaiono privi di validità, in quanto le certificazioni analitiche si riferiscono a quanto campionato sul canale di uscita, senza tener conto di quanto verosimilmente sversato nei Regi Lagni attraverso il canale di by-pass, non monitorato.
Le tre coclee del sollevamento iniziale sono completamente divelte dal loro alloggiamento, mentre la quarta risulta non più funzionante da molto tempo. Allo stato tutte si presentano irrecuperabili.
Il sollevamento è stato completamente fermo per il periodo febbraio-maggio del 2007.
Per quanto riguarda il sollevamento intermedio, i fanghi di ricircolo vengono sollevati mediante tre coclee, di cui due funzionanti, in particolare, una in esercizio e l'altra di riserva.
Delle 3 coppie di griglie esistenti ne risultano funzionanti solo due;
Delle due linee - Dissabbiaggio-Disoleatura: solo una risulta in esercizio, e mancante della disoleatura, ed appare recentemente ristrutturata, mentre l'altra si presenta intasata nella parte terminale con materiale flottato in superficie;
Dei quattro sedimentatori primari, 2 sono in esercizio, il terzo risulta recentemente revisionato ed il quarto, è fuori servizio, completamente insabbiato. I sedimentatori secondari, sono risultati in esercizio.
Quanto alle vasche di ossidazione: si è osservata nebulizzazione eccessiva del liquame con conseguente dispersione degli aerosol nella zona di servizio delle vasche, dovuta al sistema costruttivo di aerazione di superficie, inoltre, alcune di esse sono risultate ferme. Inoltre, l'insufficiente sistema di aerazione, contraddice i dati di abbattimento di efficienza tra il 96% e il 98%, come riportati nelle relazioni mensili di gestione. Pertanto, allo stato, non ci si può esprimere in merito e per una valutazione sarà necessario mettere in essere un'azione sistematica di verifiche in campo, incluso una campagna di indagine da estendersi anche alla sezione terminale del by-pass generale dell'impianto;
Anche la digestione anaerobica è inutilizzata da lungo tempo per obsolescenza degli impianti. Pertanto, attualmente, il fango di supero viene ricircolato nel pozzo di distribuzione in testa all'impianto, che in data 14.11.07, a causa dell'aumento di portata derivante dall'evento di pioggia verificatosi, veniva scaricato nel by-pass generale.
La fase di disidratazione meccanica dei fanghi, infine, da realizzarsi a mezzo nastropressa, all'atto del sopralluogo è risultata ferma e comunque di potenzialità insufficiente a disidratare gli ingenti quantitativi di fango ricircolato nell'impianto...


