DEPURATORI, CUMA, DECENZA E DIGNITA'. CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DI WALTER GANAPINI

29 Lug 2009

29 luglio 2009

Paese strano, questo, in cui bisogna che accada un disastro di proporzioni bibliche perché gli uffici competenti si attivino in qualche modo per la gestione ordinaria dei propri compiti e poi si vantino pubblicamente di avere messo in campo misure straordinarie per affrontare le crisi provocate dal loro stesso comportamento inadempiente.

Ad oltre un mese dall'indecente sversamento di tonnellate di merda in mare, avvenuto il 16 e il 17 giugno, arriva ieri, col tam-tam delle agenzie di stampa la notizia secondo cui sarebbe stato raggiunto un accordo tra la Regione Campania e la Hydrogest, società che gestisce anche il depuratore di Cuma.

Al centro dell'accordo - recita uno stringato comunicato - l'ammodernamento e la rifunzionalizzazione dei depuratori gestiti dal concessionario.

Già questa prima affermazione è incomprensibile e fa sobbalzare sulla sedia chi, come noi, sapeva che per l'ammodernamento e la rifunzionalizzazione dei depuratori era stato stipulato tanti anni fa un apposito e costoso contratto dopo anni di procedure pubbliche.

Si tratta di un nuovo accordo o semplicemente l'attivazione più puntuale, ma ritardata di un contratto?

L'accordo in questione, a dir della Regione Campania, prevede l'erogazione alla società Hydrogest di un contributo pubblico di circa 20 milioni di euro, già previsto in contratto, e rende possibile il finanziamento, da parte di Banca Intesa, sempre in favore della Hydrogest, di 128 milioni di euro.

Le risorse, in particolare, - affermano gli estensori del comunicato - serviranno per ammodernare le paratoie dell'impianto di Cuma, eliminare sabbia ed oli dai depuratori, realizzare il trattamento biologico e la disidratazione fanghi. Non solo a Cuma ma anche sugli impianti di Acerra, Napoli Nord e Foce Regi Lagni.

A complemento di tale comunicato c'è pure una dichiarazione dell'assessore all'Ambiente della Regione Campania, Walter Ganapini che riportiamo integralmente: "Abbiamo posto le basi per risolvere in modo strutturale un'emergenza che da troppi anni attendeva soluzioni, nella consapevolezza che solo una cultura tecnologico-gestionale adeguata, con un supporto solido istituzionale e finanziario, possa garantirle. Credo che tutte queste condizioni da oggi siano rispettate."

Ora è indubitabile che tra la Regione Campania e la Hydrogest esistesse un contenzioso e che le parti si accusassero reciprocamente. E' indubitabile pure che dalla fine del 2007 fosse pubblico che la società concessionaria non aveva fatto ancora alcun lavoro di quelli previsti contrattualmente. Abbiamo pubblicato la sintesi della relazione di Melluso-Bova-Pianese, ripresa da "Il Mattino", dalla quale ciò risulta evidente.

In calce riportiamo oggi due interviste giornalistiche reperibili on line che esprimono chiaramente le posizioni contrapposte e le reciproche accuse.

Dobbiamo chiederci, alla luce della relazione Melluso-Bova-Pianese, leggendo le interviste in calce e, infine, vedendo la fretta con cui prima del 31 luglio 2009 la Regione Campania ha generosamente erogato alla Hydrogest denaro pubblico, di chi era la colpa se a Cuma e altrove non si lavorava a depurare correttamente le acque.

Se la colpa era della Hydrogest non era il caso di premiarla con 20 milioni di euro e chi la premia è irresponsabile, se era invece colpa della Regione dovremmo sapere perché mai essa era colpevole e chi erano i responsabili delle colpe e di quali colpe. In ogni caso visto l'esito del contenzioso, quale che sia la risposta, resta una sola soluzione decente e dignitosa: le dimissioni dell'assessore Ganapini e/o dei suoi funzionari.

Le Interviste

1) TUTTA COLPA DELLA HYDROGEST
Pubblicato dalla redazione provinciale di Alto Casertano-Matesino & Dintorni (link, link) - 21 luglio 2009

Castel Volturno(Ce) - Il responsabile regionale degli impianti di depurazione della Regione Campania,Ing. Orrico, ammette tranquillamente che ci sono chiare responsabilità da parte del gestore Hydeogest per l’inquinamento ambientale provocato su circa 50 kilometri di costa.

Chi pagherà per i danni arrecati all’economia turistica di tutto il Litorale Domizio che ne esce distrutto? Se ci sono responsabilità acclarate a tal punto da sospendere i pagamenti al gestore... perché costoro non si denunciano penalmente e si scioglie il contratto? I nostri referenti in regione Campania cosa fanno? Firmato: Tommaso Morlando responsabile Regionale IdV e Centro studi Officina Volturno.

Di seguito l'intervista rilasciata ad una testata provinciale. Vermi nel mare napoletano, casertano e a Gaeta. Tutta colpa della Hydrogest che ha sbagliato la depurazione.

Quest’ennesima, sfigatissima vicenda di ordinario sfascio, spiegata dall’ingegner Orrico, che per conto della Regione controlla i processi: Fanghi fermentati, già da marzo abbiamo sospeso i pagamenti.

Ma non c’è pericolo per la salute dei bagnanti “La Hydrogest ha sbagliato la fase di smaltimento dei fanghi prodotti in tutti gli impianti di depurazione, ecco perche’ ci sono i vermi che comunque non costituiscono pericolo per la salute“: lo ha dichiarato l’Ing. Bruno Orrico dirigente della Protezione civile e responsabile della concessione Hydrogest per conto della Regione, annunciando tra l’altro di aver bloccato già a marzo i pagamenti nei confronti della società che ha in gestione tutti gli impianti di depurazione della Campania: a Marcianise per il casertano, Acerra, ad Orta di Atella per Napoli nord a Villa Literno la foce Regi Lagni e Cuma per l’area flegrea.

Dott. Orrico quindi è colpa della Hydorgest?
“Sì, ho potuto verificarlo in prima persona.”

Cosa è accaduto?
“Volevano risparmiare sulle fasi di smaltimento e questi sono i risultati.”

Tecnicamente come è andata?
“Devo prima spiegarle il processo di smaltimento. Nei depuratori dallo smaltimento deve uscire una parte di acqua depurata che può finire in mare, dall’altra parte si producono fanghi che vanno essiccati o inceneriti o portati nelle discariche.”

Quindi?
“I fanghi non hanno subito i necessari processi di smaltimento. E' scomparsa la digestione anaerobica (trasformazione in gas dei fanghi ndr) e questi sono stati stoccati troppo tempo nell’impianto a ricircolare: quest’invecchiamento ha prodotto i vermi“.

Che pericolo c'è per la salute pubblica?
“Nessuno, perché i vermi non portano malattie, denotano però un processo gestionale degli scarichi non corretto Certo però non è piacevole. E' come quando i rifiuti sono in strada: emanano cattivo odore ma non sono pericolosi per la salute”.

Con la Hydrogest?
“Ho bloccato i pagamenti già a marzo quando mi hanno presentato la fattura trimestrale relativa a dicembre/febbraio. Volevano 2 milioni 300 mila euro, una spesa che non ho autorizzato per vari motivi, uno su tutti l’inadempienza. Non escludo che dovranno pagarci i danni per tutta questa vicenda.”


2) DAL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
L'Amministratore Delegato Emergenza acque, Hydrogest accusa: «La Regione è inadempiente». Intervista a De Bari al «Velino»: «Sto a Cuma da 25 anni e i vermi c'erano anche allora. Il bagno? Io lo faccio» - 23 luglio 2009

NAPOLI - Una trentennale esperienza nelle strutture di depurazione, fresco laureato iniziò a lavorare proprio nell'impianto di Cuma. Parla al Velino l'ingegner Gaetano De Bari, oggi amministratore delegato Hydrogest, che rispedisce al mittente tutte le accuse arrivate alla società nata proprio per gestire gli impianti di depurazione in Campania.

Dunque ingegnere siete sul banco dell'accusa?
«E chi ci ha messo mi scusi?»

Dalla Regione sono arrivate bordate di fuoco al vostro operato...
«Chiii? La Regione? Prima di parlare dovrebbe farsi un esame di coscienza»

La Regione deve farsi un esame di coscienza: perché?

«E' inadempiente. Su diversi fronti. Il più importante è quello economico: da novembre 2006 al 30 aprile 2009 abbiamo fatturato 130 milioni di euro. Ne sono stati pagati soltanto 89. Ogni volta che inviamo una fattura pagano con acconti ben inferiori al totale. Secondo loro come copriamo i costi che abbiamo? Solo il personale ogni mese costa un milione e mezzo di euro. Poi sono inadempienti per la revisione del piano economico finanziario su cui posa le fondamenta il progetto di finanza. Tutto questo l'ho scritto alla Regione in data 28 gennaio protocollo 026GDB/09 Sfido chiunque a dire il contrario. Anzi la mia diffida scale il 31 luglio. Entro quella data dovranno pagare e revisionare la concessione come stabilito dalla delibera 932 del 26 maggio 2008 dalla giunta regionale».

E i vermi?
«Ho iniziato a lavorare a Cuma 25 anni fa e già c'erano. E comunque se i fanghi vengono ben trattati come noi facciamo, non è imputabile a noi».

L'assessore Ganapini dice che si bagnerebbe nelle acque di Napoli, lei lo farebbe?

«Nelle zone dove l'Arpac dice che è balneabile lo farei tranquillamente. Ganapini dice anche che il Golfo di Napoli dopo quello di Bangkok è a più alto rischio di tossinfezioni... Se non si vuol fare il bagno sono affari suoi, io lo faccio».