Nella terra del “Cca' nisciuno è fesso” c'è sempre qualcuno più furbo degli altri. I furbetti sono diversi e molteplici ma la parte dello sprovveduto tocca quasi sempre a chi gestisce risorse pubbliche, mentre il danneggiato fisso dall'incontro tra “furbo” e “sprovveduto” è il cittadino.
Il saccheggio perpetrato in danno degli abitanti della Campania in materia di risanamento ambientale ha prodotto buchi di migliaia di miliardi delle vecchie lire nelle casse pubbliche e ha arricchito tanta gente che è difficile a chiunque portare il conto. Il danno economico è stato però inferiore a quello arrecato alle risorse ambientali ed alla vita delle persone. Discariche avvelenate, camorra imprenditrice con importanti agganci politici inchiodati tutt'ora saldamente su poltrone importanti, depuratori che non depurano e cumuli di spazzatura nelle strade hanno ridotto al lumicino le opportunità di crescita della Regione privando almeno un paio di generazioni del proprio futuro e ancora non si intravede una luce nel buio delle coscienze di chi pretende, per prestigio o per avidità, di fingere di risolvere problemi che da un canto drenano caterve di denaro pubblico e dall'altro stroncano ogni possibilità di fare impresa.
Ultimo esempio di incapacità operativa è il fallimento del decantato progetto di finanza che, nelle intenzioni di Antonio Bassolino e del suo compagno di giochi (tennis) Raffaele Vanoli, avrebbe dovuto risolvere definitivamente il problema della depurazione nell'area a nord di Napoli.
Dopo una partenza stentata a distanza di tre anni e mezzo dalla consegna degli impianti alla Hydrogest s.p.a., ancora una volta la concessionaria del servizio di depurazione nell'area a nord di Napoli, non ha pagato gli stipendi ai suoi dipendenti ed ancora una volta lo ha fatto in estate e senza alcun preavviso creando così una forte tensione con le maestranze.
Ieri, 30 giugno 2010, giorno di paga, i lavoratori dipendenti dai depuratori gestiti dalla Hydrogest s.p.a. non hanno trovato le buste paga e solo a seguito di richieste da parte dei sindacati, recatisi alla sede della società di Agnano, hanno appreso che la Termomeccanica Ecologia s.p.a., società controllante della Hydrogest, pagherà domani, 2 luglio un acconto del 40% sulle loro spettanze.
C'è da dire che la stessa Termomeccanica, che gestisce direttamente anche gli impianti di Castellammare e di Napoli Est, aveva preannunciato il 17 giugno scorso ai propri diretti dipendenti che a fine mese ci sarebbero stati problemi per le paghe, invece la Hydrogest non ha dato alcun preavviso lasciando i lavoratori senza salario e senza notizie.
Dopo il disastro ambientale che vide tonnellate di reflui bruti invadere le coste flegree-domitie, disastro provocato dal depuratore di Cuma, andato in tilt a giugno dello scorso anno proprio a seguito di un'agitazione del personale dei depuratori che non ricevevano il salario, restano purtroppo irrisolti i problemi tra la Regione Campania e la società concessionaria che si scambiano reciproche accuse ma anche pubblici sorrisi non dando la possibilità ai cittadini di capire chi ha torto o chi ha ragione..
Nonostante l'ing. Bruno Orrico, responsabile regionale della depurazione del quale ci siamo già occupati, salti di convegno in convegno per affermare a parole il buon lavoro che sta facendo in materia, i fatti segnalano l'esatto contrario.
In questa vicenda c'è qualcosa che non quadra e sono presenti forse anche qui dei furbetti che difendono il proprio posto ed il proprio portafoglio a discapito degli interessi generali.
Quello della Hydrogest s.p.a. è un nodo da sciogliere al più presto ed in qualunque modo perché il destino dell'economia e della qualità della vita sui 50 chilometri del litorale domitio è strettamente legato all'efficienza dei sistemi di depurazione, efficienza che avrebbe dovuto essere ripristinata entro cinque anni dall'inizio della concessione in favore della Hydrogest e che dal dicembre del 2006, data di consegna degli impianti, è ancora seriamente compromessa.
Nell'inerzia di chi è deputato ai controlli, finora solo la Procura Sammaritana ha battuto qualche colpo. Il gip di Santa Maria Capua Vetere Maurizio Santise ha disposto infatti, su richiesta dei P.M. la misura interdittiva dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per Gaetano De Bari, amministratore delegato della Hydrogest Campania, e per Domenico Giustino, presidente del Consiglio di amministrazione della stessa societa'.
Certo non basta, ma è almeno un segnale per i cittadini che fremono di rabbia in attesa che accada qualcosa di positivo per la loro sorte.
Il neo Assessore all'Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, ispira fiducia e sta cercando di capire qualcosa in questa aggrovigliata matassa. Siamo quindi in attesa di sue notizie ma anche di qualche parola da parte di Stefano Caldoro, novello Presidente della Regione, per sapere se ci sarà o meno una veloce decisione che ripristini le condizioni minime di efficienza del sistema di depurazione nell'area a nord di Napoli e se si darà il via alle altre iniziative poste in campo (leggi realizzazione condotte sottomarine ex lege regionale n.2 del 2010) per recuperare infine all'igiene e alla balneazione il mare del litorale domitio-flegreo.
Non ci resta che attendere.
Gaetano Montefusco


