
Comincia male l'incontro tra balneari e autorità allertate dalla profonda crisi che ha messo nuovamente in ginocchio la Campania.
Comincia male perché un black-out mette fuori uso oltre che gli ascensori, anche l'aria condizionata e i microfoni della sala Cirillo nella quale Luigi Cesaro, presidente della Provincia, deve ospitare Nicola Cosentino in rappresentanza del governo e Walter Ganapini, l'assessore regionale all'ambiente.
Nell'attesa che ritorni la luce trascorre oltre un'ora mentre affluiscono a gruppi i balneari dal litorale domitio flegreo. Non manca nessuno tra gli operatori dei lidi, vengono da Miseno e da Bacoli, da Varcaturo, Licola e Ischitella, da Pescopagano e Castelvolturno, giungono in centinaia.
Qualcuno resta fuori perché è venuto in pantaloncini e zoccoli e l'abbigliamento non viene ritenuto consono dagli addetti alla ricezione, ma la maggior parte di quei volti cotti dal sole con occhi cupi che esprimono rabbia e sconcerto sono lì, nella sala affollata all'inverosimile.
Vogliono urlare ai numerosi giornalisti accorsi con tante telecamere o coi loro taccuini la propria indignazione chiedendo a viva voce che sia smentito l'allarme che tiene lontani i cittadini dalle spiagge, vogliono denunziare la scorrettezza di alcune testate che pubblicano ancora, definendole attuali, le foto di vermi comparsi solo nei tre giorni in cui il depuratore si è fermato.
Difficile ottenere il silenzio della sala ed ascoltare le voci dei relatori che parlano senza microfoni snocciolando alcuni dati e i risultati delle analisi dell'Arpac, ma dei dettagli dell'incontro e delle considerazioni svolte dai politici, dai tecnici e dai rappresentanti dei balneari intervenuti daremo completo resoconto nei prossimi giorni, stasera postiamo un solo intervento in diretta, quello del prof. Giovanni Melluso, e svolgiamo due considerazioni.
La prima è che chiunque è intervenuto per rassicurare la platea e veicolare un messaggio positivo alla cittadinanza attraverso la folta rappresentanza della stampa, alla fine ha concluso – e sarebbe stato difficile il contrario – che la situazione attuale, tranne che per qualche giorno durante la protesta degli operai di Cuma, non è dissimile da quella degli scorsi anni.
In buona sostanza, almeno per legge, dove il mare era balneabile rimane tale e non vi è motivo per disertare le acque certificate dall'Arpac.
No alla psicosi allora dal momento che non ci sono condizioni per epidemie di alcun genere e che sulle spiagge al massimo si può contrarre qualche dermatite come negli anni scorsi, mentre i vermi che escono dalla pelle della gente sono sciocchezze colossali.
E' tutto come negli scorsi anni, state tranquilli nulla è cambiato, questo il messaggio.
La seconda considerazione deriva dalla precedente ed è che per il futuro del nostro mare non ci sono previsioni incoraggianti. Con tutti i soldi spesi in questi anni dovremmo esultare sentendo che non è cambiato niente?
Non so gli altri, ma noi non ci sentiamo di fare salti di gioia, anzi siamo disperati per avere sentito ciò ed alcune proposte anche indecenti. C'è stato addirittura chi ha chiesto la dichiarazione di calamità naturale e questo è il colmo! La natura non c'entra niente in questa tragedia ambientale prodotta dagli uomini con metodo e scelleratezza poco comune. La calamità è stata provocata da persone che hanno un nome ed un cognome e che devono essere perseguite in ogni sede per la violenza arrecata alla natura che in questi luoghi è stata generosa oltre ogni misura, altro che calamitosa.
Il nostro mare normale deve essere dunque un mare dove per fare un tuffo bisogna andare con le mappe dell'Arpac sotto il braccio?
No, non lo accetteremo! Le nostre scelte le abbiamo già fatte e non torniamo indietro. Continueremo la nostra battaglia passando ad una fase ancora più dura che non preveda sconti per nessuno, né per chi ha già sbagliato né per chi si appresta a fare altrettanto con disinvoltura.
Daremo un resoconto della riunione quanto più completo possibile ma nessuno speri che bastino soltanto parole a metterci sereni.
21 luglio 2009
Breve estratto dall'intervento dell'On.le Cosentino, sottosegretario di Stato all'Economia e alle Finanze



