Oggi,14 luglio 2009
Le immagini raccapriccianti
C'è nella praticità di certa gente qualcosa che ferisce l'animo di chi, come noi, si impegna strenuamente da anni, in estate ed in inverno senza interruzione alcuna, in difesa del nostro mare.
Convulse telefonate di raccomandazione in queste ore ci sollecitano a lanciare un messaggio che tranquillizzi la popolazione sullo stato del mare.
C'è più d'uno che preme perché scompaiano dal nostro sito le immagini di quei grassi vermi che si trascinano, sazi di luridume, sulla spiaggia, tutto in nome del ritorno alla normalità, della necessità di non spaventare la gente affetta da una vera e propria psicosi.
Le leggende metropolitane
E' vero che, come spesso accade a causa della superficialità di chi pretende di capire sempre tutto in tre battute - e col concorso di un po' di malafede e di cialtroneria, girano ormai tra la gente vere e proprie leggende metropolitane su bambini morsicati da vermi o su file di malati agli ospedali.
Noi possiamo dire certamente che non ci risultano fatti gravi ed anomali che abbiano inciso sulla salute dei cittadini che frequentano le spiagge del nostro ferito litorale e possiamo pure affermare che la comparsa dei vermi si è verificata nei soli giorni in cui il depuratore è andato in tilt.
Oggi davvero, ma già da qualche settimana, quei vermi lì, quelli che abbiamo ripreso nei filmati che girano sulla rete e sulle televisioni, non ci sono più.
Gli unici vermi rimasti
I vermi che si aggirano sui lembi della nostra terra bagnati dal mare sono di altra specie, precisamente della specie umana e sono quelli che accorrono al capezzale dell'ammalato per farsi notare e quei portatori di interessi particolari che fanno fremere di sdegno qualunque amante della natura.
«Vui 'ata dicere ca 'o problema sta sulamente a 'na parte!», che tradotto in italiano fa: “Dovete dire che il problema è circoscritto!”.
«Che me ne fotte a me do' depuratore e Cuma! Nun saccio manco addo' stanno e Reggi Lagni» che tradotto in lingua sarebbe: “Che importa a me del depuratore di Cuma! Non so neanche dove siano i Regi Lagni”.
Ci sono altri poi, quelli più istruiti, che ci sollecitano ad invitare la gente ad andare al mare a rassicurarli sul fatto che se l'Arpac afferma che ci sono siti balneabili ciò è vero.
Franco Iannuzzi, sindaco di Monte di Procida, è stato il primo tra i sindaci, come lui giustamente ama vantarsi in pubblico, forse l'unico aggiungiamo noi, ad emettere un'ordinanza di divieto di balneazione.
Il suo provvedimento, pur avendo portato Monte di Procida alla ribalta, anzi al centro dell'attenzione - come ha affermato il primo cittadino - ha destato grande allarme e provocato polemiche tra gli operatori turistici e balneari.
Il sindaco, rassicurato poi dalle analisi dell'Arpac, ha revocato tale divieto ma la gente si è mostrata scettica e non si è sentita rassicurata. Non credono all'Arpac. Allora Iannuzzi, per provare la sua convinzione sulla possibilità effettiva di balneazione, si è immerso nelle acque brune di Acquamorta, che per legge sono idonee per sguazzarci, ed ha nuotato a mare con la giunta.
Dopo il bagno del sindaco, quelli che protestano per l'allarme creato dal tilt del depuratore, vorrebbero che noi dicessimo alla gente di andare a mare dove l'Arpac dice che il mare è balneabile.
Perché? Perché dovremmo occuparci di questo? Noi non siamo sindaci e non abbiamo mai vietato la balneazione a chicchessia, non si vede per qual motivo dovremmo in qualche modo autorizzarla.
Il nostro lavoro
Il nostro lavoro non è in favore di una categoria o di un singolo comune, né viene svolto per accattivarsi le simpatie degli elettori. Noi rubiamo da anni il tempo e le risorse alle nostre famiglie, al lavoro e allo svago ma solo in favore del mare, non in favore degli interessi di qualcuno, di qualche gruppo di potere o di qualche località balneare.
Non abbiamo mai chiesto un euro allo Stato, alla Regione, alla Provincia o a comuni. Sono appena una decina, quelli sinceramente amanti dell'ambiente, i balneari che partecipano alla nostra associazione. Gli altri ci ignorano da sempre, in sette anni i più si sono limitati a qualche occasionale presenza ai convegni organizzati a nostre esclusive spese.
Svolgiamo la nostra attività in favore dell'ambiente marino gratis attingendo ai modestissimi fondi che versano spontaneamente gli associati, e non abbiamo padroni o padrini di alcun genere.
Non è nostro il compito di dire ai cittadini qui potete bagnarvi e qui no e non intendiamo sostituirci ai responsabili istituzionali in materia.
Possiamo ribadire che i vermi sulle spiagge, quelli veri, quelli che compaiono nei filmati, non ci sono più e che la loro presenza è stato un fatto episodico e legato solo a quei giorni in cui dal ventre di Cuma, testimonianza di civiltà che mai avrebbe dovuto essere accostato a questi problemi, è fuoriuscito materiale bruto in enormi quantità.
Non altro, non fare una mappa su dove immergersi a mare e dove no. Non prendere ordini da chi vorrebbe metterci a tacere per nascondere le proprie responsabilità oppure da chi vorrebbe dirigere la nostra azione in favore di un sito e in danno di un altro.
Venerare il mare
“Homme livre, toujours tu chériras la mer” (Uomo libero, venererai per sempre il mare). Ecco, è da Baudelaire, dai suoi magici versi, che si può comprendere sia il perché del degrado in cui si trova il nostro mare, sia il perché della nostra lotta. Noi veneriamo il mare.
Sono rimasti in pochi a venerarlo, come imponeva l'artista d'Oltralpe, perché pochi sono gli uomini liberi. Liberi da bisogni quotidiani, liberi da condizionamenti, liberi come i poeti.
Un tempo fu divino e oggi è mortale ed è per questo che lo stanno riducendo in fin di vita, il mare, e lo riduce in fin di vita chi se ne ricorda solo in estate lasciandoci soli durante il resto dell'anno a mettere in mora gli amministratori inadempienti a denunziare le aggressioni quotidiane all'ambiente.
Poseidone, Nettuno e Nereo sono nomi di alberghi, ma un tempo erano Dei. Il mare è sacro da sempre e non può essere solo una merce o uno svago oppure una strada naturale per commerci.
E' la nostra vita e quella di innumerevoli miliardi di creature che vivono immerse nel suo liquido salmastro o sulle terre emerse ed è, tra i doni che ci ha dato la natura, o Dio per chi è credente, di certo il più prezioso.
Un convegno per chiarire e chiarirci le idee
Noi siamo disponibili ad incontrare chiunque abbia a cuore i problemi del mare e della gente che onestamente di questa risorsa vive, siamo disposti ad assumerci le responsabilità per le informazioni ricavabili dal nostro sito ma non siamo disposti a rinunciare alla nostra lotta o ad attenuarne i toni.
Sono toni civili, educati e rispettosi di chiunque anche se denunziano fatti gravi di inadempienze diffuse e di attentati all'ambiente.
Il clamore che suscitano i nostri filmati, le nostre iniziative non dipendono da noi ma dalla gravità della situazione reale sulla quale non siamo disposti a stendere un velo per nasconderla ai cittadini.
Proveremo ad organizzare, chiedendo il sostegno di tutte le forze sociali e politiche interessate al problema un convegno velocemente, forse la prossima settimana. Inviteremo medici autorevoli e scienziati ai quali rivolgere le domande che molti ci pongono per stare tranquilli, ma più di questo non possiamo fare.
Non possiamo rinunciare alla nostra lotta in nome di nessuna convenienza che non sia quella del rispetto dell'ambiente e dell'informazione.


