Carovana del mare, un successo. Ed ora il convegno.

26 Giu 2004

Alle 7,30 di venerdì 25 giugno il litorale domitio era già tutto in fermento. Ai vari punti di raggruppamento di Licola, Varcaturo, Cuma, Lago Patria e Castelvolturno, gli organizzatori erano al lavoro. Gli amici di"Bagnara che vive" coadiuvati dall'Arca e dalla Proloco di Castelvolturno, montavano i gazebi di accoglienza per i gruppi in arrivo presso la loro sede, fissata come punto di partenza. A Licola, alle Dune, un pò alla volta arrivavano le auto partecipanti alla carovana. L'Associazione Complessi Turistici e Balneari Flegrei era stata la prima, subito dopo ecco giungere la Confagricoltura con le sue bandiere e poi "La Fenice della Campamia di Qualiano".
La presidente e il tesoriere di Costa dei Sogni distribuivano manifesti, bandiere e giornalini. Qualcuno incollava i manifesti con il nastro adesivo sulle auto, i cellulari squillavano simultaneamente.
"Pronto?"
" Dove siete?"
" Quanti siamo?"
" Hanno chiamato dalla Fiba, stanno venendo qui."
Ognuno faceva qualcosa, chi metteva in fila le auto, chi preparava le bandiere, chi parlava al megafono. Ecco le auto dell'associazione "Rinascita per Licola di Giugliano" e con loro l'associazione "Risanamento Licola Mare", i due presidenti licolani, insieme, uniscono in un solo patto il centro litoraneo spaccato dal confine che corre tra i comuni di Pozzuoli e Giugliano. Sentono l'importanza del momento, la loro amata Licola è ben rappresentata ed è pronta ad un'altra battaglia. Un'ennesima battaglia di questa lunga guerra per riconquistare il diritto a vivere decorosamente, con dignità.
Ora giungono anche quelli dell'U.N.S.I.C., l'Unione Nazionale Sindacato e Coltivatori di Pozzuoli, hanno già distribuito in negozi ed edicole centinaia di copie del notiziario di Costa dei Sogni.
"Si parte per Castelvolturno. Pronti?"
" No, aspetta!"
Sta arrivando la Pro-loco del litorale domitio che, col suo giornale, ha informato tutto il territorio dell'iniziativa che sta per cominciare.
"Ancora un momento! Quelli di Varcaturo!" Avverte una voce. E arrivano strombazzando le auto della Sib, Confcommercio.
"E' arrivato anche l'avvocato. Si parte!"
A Ditellandia, a Castelvolturno, venti minuti dopo, c'è una staffetta motociclistica, aspetta e guida le auto che provengono da Licola, Pozzuoli, Varcaturo e Lago Patria, verso il raduno.
Gli amici di Castelvolturno hanno fatto le cose in grande, gazebi, tavoli, impianto di altoparlanti, nastro adesivo per incollare i manifesti, bevande.
Arrivano in tanti: l'associazione "Liternum Oggi" , una mamma con un bambino e la bandiera delle Acli di Pozzuoli.
Si aspetta la RAI. Hanno telefonato, vogliono seguire la carovana dal momento della partenza. Intanto Sky è già sul posto. Due televisioni nazionali seguiranno l'evento. Si parte.
Un lunghissimo corteo si allunga sul nastro stradale. Bandiere enormi, bandierine, cartelli e manifesti, si strombazza, si sorride.
Comincia il viaggio della speranza, il viaggio del sogno. Sotto un sole compiacente sfila, alla guida dei numerosi veicoli, un nutrito nugolo di sognatori. Chi non ha mai avuto un sogno non ha mai veramente vissuto, afferma il poeta, e qui c'è gente che sogna e quindi vive.
Gente che vive e lavora su questo territorio mortificato dall'uomo. Una mortificazione sistematica, continua, vecchia decenni.
"Bisogna scaricare le acque reflue di Napoli!"
"E dove le portiamo?"
" A Cuma, sul litorale domitio."
" E i reflui di Avellino, Caserta, Casoria, Caivano, Frattamaggiore e di tutti i milioni di abitanti dell'hinterland campano?"
"Quelli li portiamo a Villa Literno, ai Regi Lagni, sempre sul litorale domitio."
Scoppia l'emergenza rifiuti. Dopo decenni non c'è un piano di smaltimento dei rifiuti solidi, dove accatastare le tonnellate di spazzatura prodotte dalla città partenopea e dalla provincia?
A Sette Cainati, a Bortolotto, comunque sempre e solo sul litorale domitio, dove hanno portato i terremotati dell'80, dove stazionano ancora molti degli sfollati del bradisismo, dove si ospitano intere colonie di immigrati clandestini e abusivi,con buona pace di ogni previsione di legge, in quell'angolo della Campania che si chiama litorale domitio.
I clackson della carovana risvegliano quelli che ancora dormono, immersi nell'apatia, travolti dalla sindrome del "Chi ce lo fa fare?"
Si avanza spediti, una staffetta della polizia municipale e della polizia stradale precedono il corteo, a Varcaturo si devia, si va sulla costa, poi attraverso Licola verso il Depuratore di Cuma.
Sotto il mostro ecologico che assorbe soldi e produce veleni altre auto. Sventolano le bandiere della Coldiretti di Pozzuoli, sorridono le faccie abbronzate degli imprenditori agricoli. Vogliono fare agriturismo, hanno bisogno per questo del mare pulito. Ci sono anche le auto dei quartesi dell'associazione "Mare blu" e i napoletani di "Napoli per Cuma.
Una breve sosta, un saluto. Le televisioni raccolgono immagini, interviste. Il traffico impazzisce, la gente chiede, si informa. Alcuni si entusiasmano chiedono una bandierina, un manifesto.
"Siamo con voi !" urla uno scooterista che ha un bambino con sè.
"Dateci una bandierina!"
Il bimbo prende la bandierina e il padre si inserisce nella carovana che riparte. Ora la fila di auto è imponente, si snoda per chilometri, cinquanta, cento, centocinquanta auto, forse duecento.
"Ne ho contate centosessantaquattro!" Esclama un motociclista: "Ci sono macchine per chilometri!"
La carovana sale verso il Lago d'Averno, dall'altura si vede nettamente la Costa di Cuma e lo sguardo corre lungo quella incantevole striscia di azzurro che arriva al Volturno, al Garigliano.
Il litorale domitio è sotto gli occhi dei manifestanti. 50 chilometri di sabbia dorata che riluce al sole e il luccichio del mare che invia riverberi che parlano di bellezza. Una bellezza ferita dall'uomo, moribonda ma integra nella sua maestosità che ammonisce silenziosamente i manifestanti.
"Finalmente!" Sussurrano le onde e il vento trasporta i suoni del mare alle auto. "Finalmente!" Ripetono i cittadini di Pozzuoli vedendo quell'interminabile fila di auto con manifesti che portano messaggi chiari e brevi. Uno è azzurro e rettangolare "CAROVANA DEL MARE" è il testo. Uno è bianco e reca il nome delle 19 associazioni presenti e due NO giganteschi. " NO alla discariche a cielo aperto" e "NO agli scarichi fognari sul litorale."
E la gente osserva curiosa la sfilata, legge e condivide, sorride e incita tutti ad andare avanti e la Carovana prosegue. Il traffico la spezza in tronconi, c'è un momento di panico.
I cellulari trillano impazziti.
"Dove state? Noi stiamo a Fuorigrotta"
"Fermatevi! Ci sono decine di auto a Bagnoli. Alcuni stanno a Posillipo."
La confusione finisce presto. L'appuntamento per ricompattare la fila è a Via Caracciolo, Da Piazza Vittoria, parcheggiate ordinatamente sulla destra, le auto aspettano i tronconi della carovana dispersi. Qualcuno si affaccia, vede un mare che è diventato trasparente, un grosso cefalo guizza quasi a riva.
" Guardate qua! Loro si sono fatti questo mare e la merda loro ce la mandano a noi!"
Molti si affacciano, qualcuno si arrabbia, volano parolacce. Arriva l'auto della polizia.
"Il corteo è ricompattato, si può proseguire."
Via! La villa comunale non basta, il corteo è più lungo. Da Piazza Vittoria arriva fino a Largo Sermoneta.
Si giunge all'assessorato. C'è solo un sindaco tra i primi cittadini dei comuni del litorale e c'è un parlamentare, un senatore. Hanno saputo della manifestazione e sono venuti. Vogliono stare accanto ai loro concittadini. Si tratta di Antonio Scalzone, sindaco di Castelvolturno e di Salvatore Lauro, senatore del Collegio che comprende Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida. Anche Antonio Amato, consiglere regionale, telefona per parlare coi manifestanti, stare vicino a loro, portare la sua solidarietà.
L'assessore Ugo De Flaviis non vuole ricevere le associazioni, la presenza del sindaco e del senatore lo inducono a modificare l'atteggiamento. Neanche il tempo di cominciare a parlare e nascono scintille. Dopo un alterco tra il presidente di un'associazione e l'assessore le associazioni non vengono ricevute.
"Digos, Digos!" Ordina con l'indice molle rivolto a un ispettore, l'assessore De Flaviis:" Fuori le associazioni!"
Si tenta di chiarire gli equivoci e alla fine si arriva comunque a una soluzione.
L'assessore all'ambiente dichiara che firmerà il protocollo d'intesa come proposto dalla IV commissione regionale e che sarà presente al convegno del 12 luglio all'Holiday Inn. Nessuna risposta sulle richieste di interventi urgenti al Canale di Quarto e all'Alveo Camaldoli.
Il senatore Lauro dice che chiederà lui i chiarimenti. Il Sindaco è contento.
E' cominciato un momento di lotta che ha visto per la prima volta uniti i cittadini del litorale. Centinaia di persone in un giorno feriale hanno lasciato le loro abituali occupazioni e hanno portato il loro messaggio alla Regione: "Il litorale domitio deve tornare a vivere."
E' un buon inizio. Bisogna lavorare, informare tutti i cittadini del litorale sui loro diritti, farli valere questi diritti senza subire più soprusi da un potere talvolta arrogante e troppo spesso incapace di risolvere i problemi e quindi privo di risposte.
La carovana si rimette in marcia e raggiunge un troncone di una trentina di auto che sta a Santa Lucia, alla Regione. I presidenti delle associazioni sono inferociti per l'atteggiamento dell'Assessore De Flaviis, vogliono essere ricevuti dal Governatore.
Una delegazione, entra, rappresenta le proprie ragioni al capo di gabinetto, parla con il consulente del Governatore. E' tardì. Sono già le quattordici. I carovanieri sono stanchi, è stata una giornata entusiasmante, nel sole e con le bandiere tese al vento. Si guardano intorno, si salutano e ritornano al loro mare, al litorale domitio. Sono contenti, qualcuno chiede perchè e la risposta è univoca:"ESISTIAMO!"
Appuntamento al convegno all'Holiday Inn di Castelvolturno, il 12 luglio.