Scoperte clamorose. Cominciata l'operazione "Jean Valejan"

10 Ott 2004

Mentre a Roma si discute Sagunto muore. Bisogna intervenire subito, non si può attendere oltre. Questa l'idea che ha dato il via all'operazione "Jean Valejan", dal nome del protagonista del famoso romanzo di Victor Hugo, I miserabili. Come nel romanzo, i volontari di Costa dei Sogni hanno deciso di calarsi nel sistema fognario per verificare perchè alla foce di Licola arrivano liquami non trattati, nonostante vi sia un impianto di depurazione, quello di Cuma, che fa parte di un sistema integrato di depurazione delle acque, costato al contribuente già fino ad oggi, secondo le dichiarazioni del sub-commissario governativo alla tutela delle acque, 3000 miliardi di vecchie lire."

Detto fatto, alle 11 del giorno 9 ottobre del 2004, circa una cinquantina di volontari attrezzati con Jeep, stivali, macchine fotografiche e cineprese, partendo dalla foce di Licola Mare, si sono infilati nel lungo e buio tunnel dal quale arrivano, per sfociare a mare, l'Alveo Camaldoli ed il Canale di Quarto e sono risaliti tra i miasmi dell'acqua puzzolente fino a Monteruscello dove esce all’aria aperta il collettore fognario del comune di Quarto.

"Questo che percorriamo" ha dichiarato commentando le riprese l'ing. Nicola Basile, coordinatore del gruppo dei Vigili del Fuoco in congedo, aderenti all'iniziativa " è un canale nel quale dovrebbero sversare solo acque piovane, ma risalendolo ci si trova in presenza di un vero e proprio corso d'acqua con una portata considerevole e ciò vuol dire, poichè oggi non piove e non piove da oltre una settimana, che ci devono essere grossi scarichi abusivi".

La previsione del tecnico ambientalista si è rivelata esatta. I volontari hanno accertato, scattando foto e riprendendo immagini con telecamere, l'esistenza di grosse tubazioni fognarie che fuoriescono dalle sponde di protezione dell'alveo e, sorpresa delle sorprese, si è scoperto che l'intera città di Quarto scarica direttamente a mare, da anni, senza nessun trattamento delle acque della sua popolazione di oltre quarantamila abitanti.

Un fiume di liquami che, secondo le intenzioni dei tecnici che hanno eseguito le opere del collettore di Quarto, dovrebbe essere deviato - attraverso un sistema di griglie e di fogne, verso il collettore di Cuma - e che invece, saltellando allegramente col suo carico di veleni scuri e maleodoranti,  si dirige direttamente a mare immergendosi nelle acque che colora delle sue tetre tinte. Alla faccia di qualunque legge e di  coloro che si chiedono come mai il mare della costa flegrea-domitia è una cloaca.

Questa è una delle più gravi fonti d’inquinamento del litorale ma non è l’unica, come già molti sanno. Delle altre rovinose immissioni nell’acqua salmastra ne parleremo in seguito, durante l’intera operazione “Jean Valejan” che durerà alcuni mesi, qui invece preme comprendere e far comprendere cosa accade al canale di Quarto.

Si parte da una lettera dell’11 settembre 2002, prot.U.T.C. n.1283 dell’ing. Vincenzo Lista, ingegnere capo del Comune di Quarto, lettera dalla quale emerge la prima spiegazione.

La lettera, che è una vera e propria denuncia, è indirizzata al Commissario Prefettizio dei Comuni di Quarto e Giugliano (all’epoca entrambi privi di sindaco) nonché al Direttore dell’ASL NA 2, al Sindaco del Comune di Pozzuoli, al Commissario di Governo Emergenza Rifiuti, agli assessorati dell’ambiente e del Bilancio e Patrimonio della Regione Campania, nonché al Prefetto di Napoli e alla Procura della Repubblica – sezione ambiente.
Scorrendo lo scritto del funzionario si comprende che il collettore fognario di Quarto è stato realizzato dal Commissariato Regionale di Governo e dal C.I.P.E. quale opera di urbanizzazione primaria e che è stato trasferito alla Regione che dovrebbe curarne la manutenzione.
Esso è costituito da una galleria che, partendo da Quarto, attraversa i comuni di Giugliano e Pozzuoli e s’interrompe a Monteruscello dove s’immette nel vecchio alveo che, dopo qualche chilometro arriva alla confluenza con l’alveo Camaldoli per raggiungere la foce di Licola Mare.
Alla fine della galleria fognaria, appunto a Monteruscello, è posta – due metri prima che l’acqua esca all’aperto – una grossa griglia, situata sul fondo della galleria. Tale griglia dovrebbe raccogliere gli scarichi fognari della galleria ed immetterli in un sottostante collettore fognario (che chiameremo collettore Casmez perché fu realizzato dalla Cassa per il mezzogiorno) che è collegato al depuratore di Cuma.
Quando non piove, quindi, gli scarichi fognari dovrebbero essere risucchiati nella griglia e quindi nel sottostante collettore Casmez e prtati all’impianto di depurazione e, quindi, all’aperto non dovrebbe arrivare l’acqua lurida.

Per il caso di pioggia, però, non potendo la griglia ingurgitare la maggiore portata di acqua piovana mista a reflui, i tecnici hanno dovuto prevedere un’altra griglia, sempre sul fondo del canale, ma un po’ più avanti, a cielo aperto. Qui, in questa seconda griglia, distante circa cento metri dalla prima e sempre collegata al collettore Casmez che va al depuratore di Cuma, dovrebbe essere risucchiata tutta l’acqua che la prima griglia non riesce a ingurgitare in caso di pioggia.

Ne deriva che, piova o non piova, l’acqua delle fogne di Quarto non dovrebbe mai raggiungere il mare. Ben due griglie sono lì, studiate e realizzate con i soldi del contribuente, per raccogliere i liquami ed evitare che vengano sversati a mare.

Tutto questo accadrebbe se le griglie funzionassero e se le acque, introdotte attraverso le griglie nel collettore Casmez, raggiungessero l’impianto di depurazione di Cuma. Invece...

Invece poiché le due griglie sono sempre insabbiate e non funzionano, l’acqua le supera sia quando piove che quando non piove e se na va direttamente a mare senza vederlo neanche il depuratore.

Allora perché non si provvede a pulire le due griglie per risolvere il problema? Si chiederebbe qualunque persona in grado appena appena di ragionare.

Perché, è la risposta, neanche se le griglie funzionassero i liquami arriverebbero al depuratore di Cuma. Anzi, tornerebbero indietro, di nuovo nel canale e si dirigerebbero, con i loro odori e i loro colori, comunque a mare.

Ma allora sono liquami capricciosi, o che?
La spiegazione è divertente ma mette i brividi. Il collettore Casmez è stato realizzato in controtendenza! Va dal canale di Quarto fino al depuratore di Cuma ma ci va in salita. E, nonostante i miliardi spesi e la genialità dei progettisti, dei costruttori, dei direttori dei lavori e dei collaudatori, l’acqua si rifiuta di scorrere in salita e…e non c’è stato verso di convincerla, almeno finora.

Ecco svelato l’arcano!

Fin quando non si modificherà la pendenza del collettore Casmez non c’è speranza che i liquami non raggiungano il mare gonfi delle loro sozzerie e dei loro miasmi.

Questo è il primo risultato dell’operazione “Jean Valejan” che si ispira ai Miserabili ma con una peculiarità. In questo caso non sono quelli che come noi, muniti di gambali, risalgono i le fogne per capire cosa è successo al mare i miserabili. Miserabili sono quelli che hanno sperperato il pubblico denaro per appestare l’aria e per inquinare l’ambiente. Miserabili sono quelli che non hanno esercitato i dovuti controlli e quelli che dormono di fronte a queste oscenità. E poi qualcuno, non so se in buona o in mala fede, ma questo è trascurabile, vorrebbe convincerci che la nostra richiesta di avere condotte sottomarine è anacronistica e che noi viviamo fuori dal tempo. E invece no! Le condotte sono l’unica risorsa per disinquinare il mare, ma di questo ne abbiamo parlato in altra parte, qui vogliamo solo concludere con un avvertimento:” MISERABILI!!!!! Per incompetenza o ruberie avete distrutto un bene così prezioso come il nostro mare, non vi permetteremo altri misfatti!