Lo splendido litorale domitio che, opportunamente preservato e valorizzato, avrebbe potuto competere alla pari con altre coste famose, irradiando ricchezza e benessere nellarea a nord di Napoli ed allintera provincia di Caserta, ha avuto invece ben altro misero destino. Decenni di abbandono e di disattenzione, di attacchi continui delle ecomafie e dimprenditori senza scrupoli hanno ridotto gli arenili a cave di sabbia illegali e sversatoi e il mare ad una fogna a cielo aperto.
I governanti si sono prodotti, nel tempo, in costosissime esercitazioni (3.000 miliardi di vecchie lire fino ad oggi) che non hanno dato gli sperati risultati, arricchendo chissà chi, e i cittadini hanno semplicemente rinunciato alla risorsa mare a pochi passi dalle loro case. Al degrado del mare è seguito, inevitabilmente, quello dell'entroterra perché le fogne a cielo aperto incoraggiano discariche legali ed illegali e pochi si sono preoccupati di quanto stava succedendo.
Molti degli imprenditori turistici, compresi alcuni balneari, si sono limitati a realizzare delle piscine, modesti surrogati per la balneazione, qualcuno si è indirizzato giocoforza verso lo squallido turismo degli alberghi ad ore, mentre le centinaia di migliaia di potenziali utenti, i cittadini, i veri proprietari di quella enorme ricchezza fatta dacqua e sale, del verde di lussureggianti pinete e di dorate sabbie, hanno preferito immergere le proprie membra in mari tropicali, quelli più fortunati e agiati, o in mari di sudore, i meno abbienti, incolonnandosi pazientemente, per ore ed ore, nelle roventi colonne di auto dirette giù al Cilento od in Calabria oppure ancora, per i pendolari, alla riviera di Gaeta che ha conservato acque, in parte, trasparenti.
La gente comune è allo stremo ed esausta. Se si eleggono due senatori, a Rovigo e Bari, solo col voto di poco più di un quarto di elettori un motivo ci sarà.
Cè distacco tra cittadini e chi governa e, per quanto questo scollamento sia evidente, nessuno si produce in seri tentativi per evitare che si ampli la frattura e per tentare di educare i giovani allidea che le istituzioni sono di tutti noi e non certo di chi arriva ad occuparne i posti di comando. Questo principalmente il senso di una battaglia civica avviata oggi, da un nugolo di imprenditori e cittadini riuniti in varie associazioni, che hanno sollecitato la sensibilità di un pugno di sindaci per prodursi insieme in uno sforzo per dire basta alla rassegnazione di intere generazioni campane allinevitabile degrado ambientale di questo litorale. Chiariamoci subito. Costa dei Sogni non è, come qualcuno dice, lassociazione degli stabilimenti balneari.
E ben di più ed è qualcosa di diverso. Costa dei Sogni è unassociazione di oltre mille soci, nata sì anche per iniziativa degli operatori turistici del mare, ma non solo, ed è nata come progetto, un progetto cui aderiscono e devono aderire operatori di ogni settore e comuni cittadini, associazioni di ogni tipo e di ogni dove.
Costa dei Sogni è, in una parola, la gente del litorale domitio, quella stessa gente che non è più disposta ad essere considerata alla stregua di cittadini di seconda serie, é gente che ha un sogno in fondo al cuore: riportare le bandierine blu sul litorale domitio ed eliminare le discariche a cielo aperto per recuperare lo splendore del proprio territorio.
Il turismo è il vero destino di queste zone e non altro. Basta quindi a considerare questi territori come limmondezzaio della Regione perchè questa volta si impediranno ulteriori violenze sullambiente. Vogliano un mare terso ed un ambiente sano.
E impossibile? Impossibile è solo una parola pronunziata da chi trova più facile vivere in un mondo che altri trasformano senza di lui.
Impossibile è solo unopinione, non è un dato di fatto. Impossibile non è una regola, è una sfida per chi sa far valere i suoi diritti.
Impossibile non è per sempre.


