27 febbraio - Incontri con le città: Cardito

27 Feb 2005

Cardito accoglie al Parco pubblico "Taglia", all’interno di uno dei parchi più grandi della provincia immerso nel verde, un vero e proprio fiore all’occhiello del comune amministrato da Giuseppe Barra, i volontari di Costa dei Sogni.
Dopo cinque mesi di manifestazioni che hanno visto gli ambientalisti che lottano per riportare le bandierine blu sul litorale incontrarsi con i cittadini nelle piazze di Castelvolturno, Quarto, Qualiano, Pozzuoli, Giugliano, Villa Literno e Cancello e Arnone si fa tappa a Cardito per la chiusura del primo ciclo di manifestazioni “Incontri con le città. Il mare é di tutti” .
Si chiude un ciclo e si fanno i conti. I risutati sono lusinghieri.

Le adesioni al Progetto Costa dei Sogni

Gaetano Montefusco, il legale di Costa dei Sogni, legge l’elenco dei ventisei comuni, con una popolazione di oltre 750.000 abitanti, il 13 per cento dell’intera popolazione della Regione, che si sono dichiarati pronti a sostenere l’iniziativa di Costa dei Sogni e il suo progetto di posa in opera di condotte sottomarine per recuperare al più presto il litorale domitio alla balneazione.
Il protocollo d’intesa tra la Regione Campania e il comune di Giugliano che é stato nominato capofila degli altri centri costieri di Pozzuoli, Monte di Procida, Castelvolturno, Mondragone, Cellole e Sessa Aurunca ha ricevuto infatti l’adesione di ben 19 comuni dell’entroterra e così, alla battaglia per il mare blu si sono uniti oltre a Quarto, Villa Literno, Qualiano, Cancello e Arcnone e Carinola, che sono centri immediatamente a ridosso del litorale, anche i comuni di Aversa, Caivano, Calvizzano, Cardito, Casalnuovo, Casavatore, Casoria, Castello di Cisterna, Crispano, Falciano del Massico, Mariglianella, Melito, Pomigliano d’Arco e Villaricca. Tutti applaudono alla notizia e sentono che qualcosa sta cambiando e quando prende la parola il primo cittadino di Cardito riceve un caloroso tributo di approvazione dal folto pubblico presente per le vibrate parole che pronunzia.

I commenti dei Sindaci
“Sono contento di aver sposato questa battaglia ambientalista” afferma il sindaco Barra salutando i convenuti “perché questa é la politica che mi piace, quella fatta di soluzioni per i grossi problemi, fatta di creatività per procurare risorse e benessere. Ho coinvolto anche altri comuni dell’interno perché non si può più essere inerti e mi aspetto ora risposte pronte dalla Regione Campania per evitare che questo grosso movimento fatto di eccellenti propositi si trasformi invece, in caso di inerzia, in un movimento di protesta.”

Il sindaco di Crispano, Carlo Esposito, per la prima volta assieme agli altri cittadini gli dà man forte e sottolinea: ”Quando il mio collega di Cardito mi ha invitato ad aderire a questa battaglia ambientalista ed alla manifestazione odierna l’ho fatto senza esitazioni. Quello che mi é piaciuto immediatamente é che si recuperi a pieno l’idea che il mare é di tutti. E’ così ed é per questo che tutti dobbiamo intervenire.”

“Sì,” ha replicato Pippo Coppola, sindaco di Monte di Procida, comune costiero, venuto da lontano per dire agli altri sindaci che non hanno un tratto di costa che il mare é davvero anche loro ed ha voluto evidenziare la bellezza e la novità di una battaglia unitaria, al di là di ogni colore politico, in favore dell’ambiente. A lui si é unito il vice sindaco di Villaricca Gennaro Galdiero sollecitando tutti ad una riflessione per portare alle manifestazioni turistiche internazionali anche una presenza del litorale domitio, oggi non rappresentato nei consessi internazionali dove si promuove il turismo.

Augusto Ucciero, assessore di Villa Literno e biologo ci ha tenuto a spiegare con dovizia di particolari all’attento e numeroso pubblico presente il senso anche scientifico della battaglia di Costa dei Sogni nella quale si é riusciti a coniugare le tesi dei chimici e dei biologi ipotizzando un sistema misto che vede depurare mediante trattamenti chinici le acque ma vede anche il loro allontanamento dalla battigia fin sotto la linea termoclimatica.

Antonio Scalzone, sindaco di Castelvolturno, poi, non stava nei panni all’idea che non é più solo nella sua battaglia per il litorale del comune amministrato. Gongolava in maniera evidente l’instancabile sindaco castellano sentendo che ben 25 comuni ora combattono con lui ed ha voluto ringraziare tutti, in particolare Pasquale Salatiello, sindaco di Quarto, primo comune dell’entroterra ad impegnarsi attivamente coi comuni costieri nella lotta per disinquinare il mare e Giuseppe Barra che é riuscito a portare fino nell’interno dell’hinterland, tra Napoli e Caserta, questo forte messaggio ambientalista coinvolgendo centri che in passato non pensavano certo di occuparsi di balneazione.

Ma che il mare è di tutti non è uno slogan ma un principio giuridico e che quindi tutti devono disinquinarlo e goderne lo ha voluto ripetere anche Gaetano Montefusco, il legale di Costa dei Sogni, che ha aperto anche un nuovo tema di discussione sul come tutelare il litorale dopo il recupero della balneazione.

La proposta del piano spiaggia regionale di Costa dei Sogni
La proposta di Costa dei sogni é ancora una volta semplice. Il piano regionale di utilizzazione delle aree del Demanio Marittimo che, in quanto “piano di settore”, è uno strumento sovraordinato e cogente nelle parti di territorio dei comuni campani che comprendono la costa dovrebbe prevedere “ ha affermato Montefusco “alla base dei singoli piani spiaggia locali in materia di utilizzazione a fini turistico-ricreativi del demanio marittimo, il pieno recupero dei tratti di spiaggia ora abbandonati e inservibili a causa dell’inquinamento costiero e fissare una prelazione nelle concessioni temporanee delle spiagge in favore dei comuni dell’interno.
Ciò, oltre ad essere un fenomeno culturale di importanza epocale, perché diretto a legare i comuni dell’interno in maniera più stretta all’ambiente marino sviluppando il senso di protezione dell’ambiente marino anche lontano dalla costa, in territori che producono notevoli fonti d’inquinamento nei corsi d’acqua diretti al mare, sarebbe anche un fenomeno apprezzabile sotto altri profili.

In primo luogo la concessione temporanea di spiagge a soggetti pubblici, o anche misti come le municipalizzate, in luogo che privati consentirebbe una migliore salvaguardia dell’ambiente e poi, in un momenti di riduzione dei trasferimenti erariali in favore degli enti locali, darebbe la possibilità ai comuni non costieri di gestire direttamente un lido acquisendo risorse dirette dalla gestione e indirette per il legame che si costituirebbe tra la spiaggia e attività turistiche delle zone interne.

Infine, aspetto quest’ultimo niente affatto trascurabile, i comuni non costieri potrebbero svolgere attività sociale a costi contenuti, a favore delle categorie più svantaggiate, mediante la distribuzione gratuita di ticket settimanali o quindicinali per balneazione ed elioterapia, senza contare che in quanto enti locali avrebbero certamente cura – nell’ambito di appartenenza, di realizzare attrezzature di spiaggia fruibili da parte dei portatori di handicap.
Rispetto alla finalità di valorizzare il litorale, nei suoi aspetti ambientali e paesaggistici, e al fine di una sua utilizzazione turistico-ricreativa va evidenziata, anche per le generazioni future, un’esigenza prioritaria che è quella di salvaguardare il litorale che per la sua peculiarità costituisce risorsa indispensabile e strategica per lo sviluppo complessivo del turismo costiero mediante la piena tutela di quei tratti di costa ove non sono sorti ancora manufatti edilizi.
L’utilizzo dei tratti di spiaggia considerati come concedibili per un uso temporaneo a fini turistico-ricreativi di tipo balneare dovrebbe prevedere solo opere precarie e smontabili, realizzate in legno e/o ferro, finalizzate alla fruizione del litorale stesso: scalette, passerelle, pianali, solarium, casotti e piazzole.

Anche la gestione di stabilimenti balneari, la somministrazione di bevande e cibi precotti, il noleggio di imbarcazioni e natanti in genere, la gestione di attività ricreative e sportive, andrebbe fatta esclusivamente mediante l’uso di strutture “mobili”, strutture cioè che vengano effettivamente rimosse alla fine della stagione balneare e che siano comunque rimovibili alla scadenza del periodo di durata della concessione. La tipologia dei manufatti da costruire sulle spiagge dovrebbe essere quindi in grado di consentire il rapido smontaggio ed il recupero dei componenti.
Il fronte a mare di ogni singola concessione per uso turistico-ricreativo di tipo balneare di non più di 100-150 metri lineari e non meno di 40 mt, a seconda della popolazione del comune, con una profondità non al disotto di 20 mt consentirebbe di dare un “lido” ad almeno 50 comuni se non di più, senza togliere alcuno spazio alle concessioni in uso a privati. Questa é una proposta seria su cui invitiamo a discutere e non é un sogno. L’inversione culturale in favore dell’ambiente marino é forte ed é in atto. Non perdiamo un’occasione unica cedendo a logiche di potere e di spartizione. Il mare è di tutti.”

Alla fine della manifestazione si é dato appuntamento a tutti per un momento di sano sport. Tutti in bici il 13 marzo da Licola a Castelvolturno.

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