16.11.2009
Il 17 novembre prossimo saranno trascorsi esattamente 5 mesi dall'indecente sversamento di tonnellate di merda in mare, avvenuto il 16 e il 17 giugno, e da allora nulla è stato fatto per migliorare la situazione della depurazione nell'area a nord di Napoli.
Mancano cinque mesi e pochi giorni all'avvio della stagione balneare del 2010 e a fine ottobre la società Hydrogest ha comunicato ai dipendenti sue difficoltà economiche per il pagamento degli stipendi. L'allarme lanciato dalla nostra associazione ha visto dissolversi il problema del pagamento dei dipendenti come d'incanto e gli stipendi sono stati versati il quattro novembre scorso.
Resta il fatto che questo contratto del valore di 2.000 miliardi di lire del vecchio conio non decolla nonostante l'accordo stipulato a fine luglio tra Regione ed Hydrogest e da noi annunciato e criticato con un articolo appostato sul nostro sito il 29 luglio.
Ora alle consuete preoccupazioni se ne aggiunge un'altra ed è una preoccupazione seria. Nel testo dell'ordinanza di custodia cautelare dell'On.le Cosentino compare tra i soggetti accusati di collusione con soggetti non proprio raccomandabili il nome di un tale ingegner Bruno Orrico. Le accuse sono riportate nel provvedimento giudiziario il cui stralcio pubblichiamo a parte e la preoccupazione è questa: anche il responsabile della Regione Campania nella procedura di affidamento della depurazione alla Hydrogest si chiama Bruno Orrico ed è un ingegnere. E' un caso di omonimia o è la stessa persona?
Rivolgiamo la domanda all'assessore regionale Walter Ganapini che ha scelto Bruno Orrico come suo braccio destro per risolvere i problemi di depurazione a lo preghiamo di dare spiegazioni in proposito.
E' noto che dopo il disastro di Cuma del giugno scorso da un canto la Regione ha rivolto accuse alla Hidrogest ma dall'altro ha provveduto a raggiungere con questa società un accordo economico del quale noi ci siamo detti stupefatti non comprendendo questo ondeggiamento dell'assessorato all'ambiente.
E' un fatto che dopo il disastro del 17 giugno, tranne un torneo di pallavolo sulle spiagge di Baia Domitia, non risultano provvedimenti incisivi dell'assessore Ganapini sul dramma ambientale prodotto dalla mancata depurazione dei reflui.
Se l'assessore avesse poi scelto lo stesso signore di cui parla Sergio Orsi, il pentito di camorra, e lo avesse scelto per risolvere il problema dell'ambiente marino allora c'è da chiedersi qual è il livello di attenzione di Ganapini.
Di certo le dichiarazioni di un pentito non sono oro colato e non è detto che quell'Orrico descritto dal GIP si sia davvero comportato come sostiene Sergio Orsi, ciononostante aumenterebbe nei suoi confronti il livello di attenzione degli ambientalisti.
Può darsi, però, che l'Orrico di Ganapini non sia l'Orrico del pentito Orsi ed in tal caso, trattandosi di mera omonimia, staremmo tutti un poco più tranquilli.
Speriamo che Ganapini chiarisca la cosa.
Gaetano Montefusco


