Progetto Costa dei Sogni

11 Dic 2004

Resoconto delle riunioni tenutesi mercoledì 3 novembre 2004 presso la Casa Comunale di Castelvolturno, e venerdì 12 novembre presso il Comune di Giugliano in Campania.

Il resoconto è stato realizzato con l'incisivo contributo dei professori Pianese e Pirozzi cui vanno doverosi ringraziamenti.

Motivo delle riunioni e soggetti intervenuti

Lo scopo era quello di esaminare, su proposta del Sindaco di Villa Literno, condivisa dagli altri primi cittadini, quali possibilità esistano, da parte dei Comuni riuniti, per un intervento diretto ad individuare, prima, e a realizzare, poi, anche a spese, parziali o totali, dei Comuni medesimi, uno o più interventi volti ad accelerare, in maniera decisa, il processo di risanamento ambientale dell'intera fascia costiera, con particolare riguardo, nel breve periodo, all'esigenza di un rapido ripristino delle condizioni di balneabilità lungo tutto il litorale domitio-flegreo.

Alle riunioni sono intervenuti i sindaci dei Comuni interessati o loro delegati, nonché i seguenti tecnici, per doveri istituzionali o per mera cortesia:

  • ing. Generoso Schiavone, dirigente della Regione Campania, delegato dall'Assessore all'Ambiente, l'on.le Luigi Nocera;
  • Prof. dott. Giovanni Melluso, docente di Igiene Ambientale presso il Dipartimento di Fisiologia Generale ed Ambientale della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II;
  • dott. ing. Giuseppe Enrico Bova, libero professionista, specialista in ingegneria ambientale, di comprovata esperienza nella depurazione e condotte sottomarine
  • prof. ing. Domenico Pianese, docente di Costruzioni Idrauliche presso il Dipartimento di Ingegneria Idraulica ed Ambientale Girolamo Ippolito della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II;
  • prof. ing. Francesco Pirozzi, docente di Ingegneria Sanitaria-Ambientale presso il Dipartimento di Ingegneria Idraulica ed Ambientale Girolamo Ippolito della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.

I punti condivisi

Nel corso delle riunioni sono emerse una serie di considerazioni condivise all'unanimità dai presenti e che possono essere così sinteticamente espresse:

  • il Project Financing promosso dal Commissariato Straordinario per la Tutela delle Acque non è in discussione, essendo, anzi, condivisibile la formula giuridica adottata per la procedura di gara, per cui resta solo da augurarsi che i lavori partano al più presto, una volta superata l'attuale situazione di empasse amministrativa;
  • per accelerare la ripresa delle condizioni di balneabilità del litorale occorre individuare interventi complementari a quelli previsti dal project financing, e non ad essi alternativi, volti ad alleviare, soprattutto nel breve e medio periodo di tempo, la grave situazione di inquinamento attualmente esistente;
  • la balneazione nel tratto di mare prossimo allo sbocco a mare del canale di scarico dell'impianto di depurazione di Cuma è impossibile in un'area ben più vasta rispetto al tratto di 150 metri ai lati della foce previsto dalle norme vigenti, denotando che il rendimento depurativo attualmente assicurato dall'impianto stesso non consente, oggi, la balneazione, ed evidenziando, altresì, l'esigenza di interventi appropriati già individuati nel project financing;
  • negli altri tratti costieri del litorale domitio-flegreo la balneazione è invece soprattutto compromessa per effetto dello scarico di reflui non trattati, sia in maniera diffusa lungo il litorale stesso, sia, soprattutto, attraverso i canali artificiali esistenti, quali quelli di Licola, i Regi Lagni, il Savone, l'Agnena nonché anche attraverso il Fiume Volturno.

Interventi su tre livelli

Partendo dai punti condivisi precedentemente illustrati, dopo alcune considerazioni di ordine metodologico, normativo e tecnico espresse dai docenti e dai professionisti presenti alla discussione, si è proceduto, con il contributo di tutti i partecipanti, alla individuazione degli interventi tecnicamente possibili ed ambientalmente compatibili per il più sollecito ripristino della balneabilità.
Dopo un'ampia discussione, si è concordato che gli interventi da realizzare debbano riguardare tre diversi livelli.

1° livello

Interventi urgenti, di semplice identificazione e rapida attuazione a costi contenuti.

Gli interventi appartenenti al primo livello sono quelli che potranno essere condotti in tempi alquanto ristretti, per la risoluzione di specifici problemi, in genere già completamente definiti.

A solo titolo esemplificativo, tra essi sono stati citati quello relativo alla deviazione all'impianto di depurazione di Cuma delle acque reflue del canale di Quarto, attualmente sversate in mare senza trattamento alcuno, nonché quello riguardante il convogliamento all'impianto di depurazione di Acerra di un'aliquota significativa dei reflui urbani dello stesso Comune, attualmente scaricati direttamente, senza subire trattamenti di depurazione, nel Canale dei Regi Lagni.

Per gli interventi di tal specie già previsti dal Commissariato Straordinario di Governo, ed inseriti nel project financing, bisognerà sollecitare la loro immediata attuazione una volta affidati al Soggetto Concessionario (a tale riguardo, si rammenta che la concessione era già stata aggiudicata, ma il T.A.R. Campania, con sentenza del 27.5.04, ha annullato l'aggiudicazione. La scorsa settimana la concessione è stata riaggiudicata di nuovo e sempre al medesimo soggetto per cui si spera, a giorni, nello sblocco della situazione anche se non si possono escludere ulteriori difficoltà connesse al contenzioso civile ed amministrativo in atto tra i precedenti gestori e i nuovi concessionari e la Regione Campania).

Qualora l'assegnazione definitiva del project financing dovesse, però, ulteriormente dilungarsi, bisognerà chiedere ai Comuni di farsi direttamente promotori ed attuatori degli interventi, a meno che non intervengano le Province o la Regione Campania.

2° livello

Interventi urgenti da individuare e da realizzare.

Il secondo livello prevede l'individuazione di interventi di semplice e rapida attuazione, finalizzati, fin dall'immediato, al superamento dell'emergenza ambientale che impedisce il normale svolgimento della stagione balneare compresa tra il 1 maggio ed il 30 settembre di ogni anno. In proposito, sono emersi due distinti orientamenti:

Primo orientamento
Il primo orientamento, proposto dall'ing. Schiavone, prevede la posa in opera di sbarramenti mobili (paratoie o traverse gommate tubolari) lungo i canali artificiali con recapito sul litorale domitio-flegreo, volti a consentire la deviazione (mediante eventuale sollevamento) delle acque reflue in essi defluenti nel corso della stagione estiva (e, quindi, in periodi prevalentemente di tempo secco) agli impianti di depurazione. Tale soluzione potrebbe risultare particolarmente idonea al caso dei Regi Lagni, in considerazione della presenza, lungo il tracciato di detto canale, di ben 5 impianti di depurazione.

La principale controindicazione a tale soluzione riguarda l'impossibilità di trattare tutte le acque reflue defluenti nei canali artificiali, a causa delle notevoli portate in gioco, che non possono essere completamente ammesse agli impianti esistenti, soprattutto via via che si procede da monte verso la foce.

Secondo orientamento
Il secondo orientamento prevede che, nelle more dell'attuazione della globalità degli interventi previsti dal project financing (che, si rammenta, dovranno portare a caratteristiche degli effluenti degli impianti di depurazione compatibili con il loro riutilizzo a scopo irriguo), si provveda, in corrispondenza delle foci dei canali artificiali (o, almeno di quelli con più elevato carico inquinante), alla realizzazione di condotte sottomarine, attraverso le quali scaricare a fondale le portate cosiddette di magra, che nel periodo estivo, sono essenzialmente costituite dagli effluenti degli impianti di depurazione, anche in deroga, all'art. 45 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 come previsto ad esempio per il fiume Sarno con O.P.C.M. 12-3-2003 n. 3270.
Tale soluzione consentirebbe il completo intercettamento delle acque reflue, con la totale eliminazione degli scarichi lungo il litorale.

Le principali controindicazioni a tale soluzione sono, da un lato, di natura economica e, dall'altro, riguardano motivi di opportunità. Relativamente ai costi, per quanto le cifre in gioco non siano esorbitanti (ordine di grandezza, circa 1,5-2 milioni di euro per ogni chilometro di condotta e in totale per le cinque foci una spesa tra i 20 e i 30 milioni di euro), esse risultano certamente superiori a quelle previste con la prima soluzione. Inoltre, vanno realizzati idonei pozzetti di controllo dei reflui a monte delle condotte stesse e prima dell'immissione nel corpo recettore. Infine, per quanto riguarda l'impatto ambientale che si avrebbe nell'ambiente marino, in corrispondenza dei diffusori degli scarichi a fondale (a tale riguardo, vanno considerate, comunque, l'intermittenza e la transitorietà dell'utilizzo delle condotte) la realizzazione va assoggettata ad una valutazione di impatto ambientale.

3° livello

Gli interventi di terzo livello saranno quelli finalizzati al recupero, in via definitiva, delle condizioni ottimali dell'ambiente costiero, da perseguire mediante: la conservazione delle aree libere e la preservazione degli usi plurimi del territorio costiero; l'armonizzazione e la riduzione del carico antropico e degli impatti ambientali; la regolamentazione delle attività produttive e degli insediamenti urbani; la delocalizzazione delle attività ad alto rischio; l'incentivazione delle attività compatibili con la qualità del litorale.

In proposito si è ipotizzato, tra l'altro di preparare e adottare piani di azione, attraverso accordi o contratti di programma, che in primo luogo assicurino il coordinamento tra i diversi livelli delle pubbliche amministrazioni e poi il coinvolgimento dei singoli cittadini elettori della Regione nonché delle associazioni ambientaliste, ivi incluse però anche quelle di carattere intercomunale o provinciale e regionale, nel controllo degli abusi fino a consentire, tramite ricorso all'autorità giudiziaria, l'esazione delle sanzioni per conto di tutti gli enti competenti, anche diversi dagli enti locali tipici, con correttivi all'azione popolare disciplinata attualmente dall'art.9 della legge 267/00.

I piani di azione dovrebbero configurare gli obbiettivi e gli indicatori ambientali di settore e di sviluppo sostenibile, finalizzati ad assicurare il rispetto e il conseguimento degli stessi.

L'alternativa

L'alternativa consistente nell'attendere semplicemente che gli enti attualmente deputati alla soluzione dei problemi proseguano nel loro programma senza integrazioni o supporti da parte dei comuni o dei semplici cittadini è quella di sospendere il pagamento dei canoni delle acque reflue fino al recupero della balneabilità del litorale. Tale comportamento è stato ipotizzato da più di un Sindaco e fa parte del programma originario di Costa dei sogni. Questo però sarebbe semplicemente un comportamento di denunzia di inadempimento contrattuale teso ad ottenere il rispetto di una obbligazione consistente nella depurazione delle acque che oggi non viene effettuata garantendo il diritto alla balneazione. Non risolverebbe alcun problema nell'immediato.